Jersey Shore… No.

Ammetto di adorare la faccia della gente quando dico che sto con l’Americano. 

Oh, il fidanzato americano! Chissà come sono espansivi nella sua famiglia verso di te! In America adorano noi Italiani!

Premesso che, sulla carta, gli Italiani sono adorati ovunque, i problemi nascono quando si esce dalla carta e si ha a che fare con persone reali. Gli Americani sono razzisti, non giriamoci troppo attorno. Sì, lo so: anche gli Italiani sono razzisti, soprattutto qui al nord. Però io non ho mai visto un Italiano farti la bella faccia e poi cambiare idea e dirtene di ogni. Gli Americani sì. 

La mamma dell’Americano è sempre stata gentile con me, nulla da dire. Però la prima volta che mi ha vista ha commentato “You don’t look Italian”. Al che le ho chiesto perchè visto che gesticolo, ho un bel accento italiano in qualunque lingua e non è che io abbia tratti somatici particolari che mi possano far catupultare in una tipologia ben definita (per capirci, senza la componente vocale non è che distingui uno spagnolo da un francese o un italiano). La risposta è stata “Italians are tanned”. E lì ho capito. Per gli Americani, gli Italiani sono quelli di Jersey Shore. Fine. Se non sei in quella categoria, non sei Italiano. E non è bello.

Almeno, se devi odiarmi, odiami perchè gesticolo, perchè uso tanto il telefono, perchè mangio solo cibo italiano, perchè sono caciarona (ma forse tu, che sei di origine messicana, quest’ultimo punto dovresti tralasciarlo). Ma non odiarmi per un’immagine che avete creato voi Americani e che non corrisponde a niente.

Perchè non sto mai fissa in un posto? Perchè non mi sento a casa da nessuna parte. Io vado, dico, faccio ma poi devo muovermi. Forse non fisicamente (non faccio un viaggio degno di nota da tre anni) ma mentalmente. Avere un fidanzato americano aiuta in questo senso perchè almeno una parte della giornata la passo parlando un’altra lingua. Se poi mi portasse anche fuori dall’Italia sarebbe anche meglio.

Ecco, spieghiamo il titolo del blog. Tutto nasce da una frase che mi dice sempre l’Americano: “le ragazze a Los Angeles non sono come te”. E io non so se rispondergli “meno male” o “beate loro”.
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