Mi trasferisco, ho deciso. Ho lasciato un  link ai lettori fissi. Per tutti gli altri, questo account rimane attivo. Commentate questo post e vedremo cosa fare.

Fanculo.

Sì, inizio così. Perchè non è giusto. Non è giusto che la Vita debba finire. Sì, ok, c’è un inizio e c’è una fine. Ma non può finire a 105 anni in modo sereno? No, deve prima farti passare serenamente un tot di anni e poi dirti “guarda, mettiamo un tumore lì, al polmone. Però tranquillo! L’hanno preso in tempo! Un’operazione, un po’ di chemio, vabbè dai, facciamo che mi lasci anche un dito della mano perchè ci metto un po’ di metastasi anche lì ma ti garantisco che poi ti lascio in pace”. Beh, un cazzo. Ti lascio in pace un cazzo. Dopo questo ci sono stati cinque anni di chemio e operazioni e terapie e febbri e polmoniti e focolai e Dio solo sa cosa perchè poi ad un certo punto anche la tua famiglia non è che si senta tanto a suo agio a raccontare e a vedere la faccia della gente idiota che dice “eh, tanto questo qui non dura molto”, no?

Poi un bel giorno di svegli, felice perchè hai fatto un bel sogno, sicura che sarà una giornata positiva perchè hai finalmente dormito bene e ti chiama la tua migliore amica dicendo pochissime parole “Il mio Papone è morto”.

Sai che ti dico, Vita? Ma vaffanculo, va. Sei una grandissima bastarda.

 

{Edit delle 13.14… Ma se cambiassi url e piattaforma… Mi seguireste lo stesso?}

Capodanno…

… Può andare a fare in culo.

Io avevo programmato una serata in solitaria a vedere i sei capitoli di “Saw” e invece mi è stato organizzato un cenone di Capodanno dal nulla.

Per carità, sarò con i miei amici che amo però… Al localino chic milanese, io preferivo l’Enigmista. Tutta la vita.

Le dieci cose che odio di me[*]…

1) i fusi orari;
2) i peperoni;
3) i serpenti…
4) … e le serpi in generale;
5) i denti;
6) gli estremisti (destra o sinistra, poco importa);
7) le persone stupide;
8) la zia del Re che, dopo sms lunghissimi, mi risponde con “ok”;
9) i tappi delle biro che non stanno bene attaccati al retro della biro e cadono in continuazione mentre scrivo;
10) l’ispirazione che latita;
11) le unghie dei piedi lunghe (e non ditemi che è pedicure, sono lunghe e sono disgustose);
12) il fatto che ogni tanto io mi ritenga superiore alla media;
13) le mie sopracciglia dote di vita propria;
14) quelli che mi dicono “ma se non ti piace la carne perchè la mangi?” (perchè se non immagazzino ferro muoio e per l’anemia la verdura da sola non basta e poi fatevi una palettata di cazzi vostri che anche voi uccidete piante per mangiarle ma io non vi faccio il culo);
15) Mucca…
16) Pollo (nuovo soprannome di Cognato)…
17) … e Vacchetta #2 (nuova spasimante del Re, per sua fortuna non calcolata).

[*] In realtà sono 17 cose (non sono scaramantica) che odio di me e/o che odio in generale ma volevo la citazione nel titolo. E sarebbero di più ma non ho voglia.

Volevo dirvi che…

A me viene l’ansia al pensiero di vedervi. Ed è assurdo perchè noi siamo amici da dieci anni, dal primissimo giorno di Università. E’ assurdo perchè voi sapete tutto di me, anche le cose sconce e poi, cazzo, a noi basta uno sguardo, un maledettissimo sguardo per essere NOI STESSI (anche quando non ci vediamo per mesi e mesi). Però a me viene l’ansia quando vi devo vedere. Perchè ho bisogno della vostra approvazione. E non me lo spiego perchè me la date anche senza chiedervela. Ed è per questo che siete i miei migliori amici.
Vabbè, oh. Ci vediamo domani sera, eh. Sempre se l’ansia mi lascia dormire.

Playing with Jigsaw

Nella mia videoteca personale (esigua, vi avviso subito) ho la saga horror Saw. Sì, tutti i capitoli della saga regina dello splatter made in USA. Ieri sera poi su Rai 4, credo, mi hanno riproposto Saw II, quello che io ritengo essere il migliore di tutti (considerando che non ho ancora visto gli ultimi tre). E ho capito che sto giocando con Jigsaw. Solo che nel mio caso si chiama Mucca.
Eh sì… Credo che Mucca stia giocando e credo anche di aver capito il suo gioco: farsi amare dalla Famiglia. Badate bene che la Famiglia ama anche me ma io sono la “sweetheart” mentre lei è la “cool”. La differenza è abissale: la “sweetheart” è quella che sta a casa a fare la babysitter mentre la Famiglia va a ubriacarsi e a spettegolare con la “cool”. Con tutto il rispetto, anche no!
Devo giocarmela d’astuzia. Devo appianare le mie divergenze con Mucca e vigilare in modo che non possa dire mezza parola negativa su di me alla Famiglia.
Le ho scritto, ho scritto a Mucca. Le ho spiegato come mi sentivo, che non mi piaceva sentirmi in imbarazzo ogni volta che la sua faccia appariva su Facebook, che alla fine siamo molto simili io e lei e che, se si è rivolta a me, è perché forse è meglio se diventiamo amiche anziché farci la guerra. Insomma, se voleva, con tutte le difficoltà del caso, potevamo provare ad essere amiche (ovviamente mica detto che ci saremmo riuscite, eh).
E’ saltato fuori che il suo messaggio della scorsa settimana era un maldestro tentativo per avvicinarmi, per conoscermi ma le sono sembrata glaciale e quindi ha lasciato perdere ma che non le dispiacerebbe conoscermi perché sembro una bella persona. Io non sono sembrata glaciale, lo ero. E ho capito che non posso permettermelo.
Il detto dice “tieni vicino gli amici ma ancor più vicino i nemici”. Ed è quello che farò.
E per la cronaca, so per certo che Jigsaw muore. Just saying.

E poi boh.

Mucca mi ha scritto. Per quei pochi di voi che ancora non lo sanno, Mucca è la ex del mio Re, quella che non molla mai, quella che me ne ha fatte di tutti i colori, quella che io ho in cima alla lista delle persone cattive a cui Babbo Natale non deve portare nemmeno una caramella marcia. Mucca è tutto il marcio di una relazione passata che tormenta quella attuale. Ed è talmente marcia da aver intrapreso una relazione con il fratello del Re (sì, avete letto bene).
E oggi Mucca mi ha scritto. Nulla di che, solo un “ciao, come stai?” e io ho risposto gentilmente. Poi lei mi ha detto una cosa lievemente personale e io credo non fosse totalmente in sè. Insomma, non è che sei in crisi e ti confidi con l’attuale ragazza del tuo ex che ti ha detto in faccia che ti odia, no?
Ho questa voglia irrefrenabile di scriverle ancora e chiederle se stava bene quando abbiamo parlato perchè è chiaro che io ero la persona meno indicata e che, se ricominciassimo da zero, senza trucchetti e pugnalate varie, a me non spiacerebbe conoscerla. Non essere amiche, non fidarsi l’una dell’altra ma essere semplicemente due persone mature.
Perchè, per parlare con me, ‘sta ragazza non sta bene. E io non sto bene allo stesso modo a voler fare la crocerossina.
Ai lettori l’ardua sentenza: chi è la pazza qui?

La fretta!

La fretta! La fretta! Gli Americani sono sempre e costantemente di fretta. Mi dicevo che no, Lui no perchè il Re ha pur sempre sangue messicano nelle vene e i messicani non sono quelli famosi per la siesta e l’atteggiamento calmo in generale? Sì, nella vita quotidiana il Re è così: calmo, pacato, tranquillo, un po’ “rumpà no i bal” (trad. non rompere le palle) per dirla in stile padano. Però quando si tratta di sentimenti… Una scheggia! Così mi ritrovo con il Re che mi presenta come “moglie” (devo essermi addormentata ad un certo punto della mia vita perchè mi sono persa il fidanzamento e la cerimonia) e con una telefonata alla sorella in cui sono state dette queste parole “Sto per sposarmi”.

Ok, ora io voglio indietro i pezzi della mia vita in cui mi sono addormentata perchè a me sta fretta mette ansia, chiaro?